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Dionne Warwick
Dionne Warwick porta all'inizio della sua storia di vita alcuni fatti che potrebbero comporre la biografia di qualunque cantante afro-americana. Nacque e crebbe nel New Jersey, dove cominciò a cantare influenziata dalle voci integranti del coro della chiesa che frequentava e fu backing vocale fino ad essere scoperta da un grande artista (nel suo caso, i compositori Burt Bacharach e Hal David) e così inserì il suo nome una volta per tutte nelle pagine della musica. Potrebbe essere una storia comune a molte donne nere americane se non fosse quella di Dionne Warwick. Una cantante che si porta la semplica marca, seppur pure firmata dal suo vasto pubblico, di "fabbricante di successi". Sono quattro decenni di carriera brillante, con un successo dietro l'altro. Anzi, con circa 40 dischi lanciati nella sua carriera, sarebbe impossibile non separare in decenni i fatti che caratterizzano questa sua brillante carriera.
Per avere una nozione esatta della ragione per cui l'artista si porta con se lo status di icona umanitaria e musicale, basta scorrere gli anni e le sue prodezze. Gli anni 60 furono l'inizio di tutto, gli stessi in cui Dianne si guadagnò la reputazione che l'avrebbe accompagnata negli anni successivi. L'attenzione del pubblico fu attratta quando l'allora giovane interprete cantò 'Don't Make Me Over', esattamente a novembre del 1962. Il single venne incluso nel suo primo disco, Presenting Dionne Warwick (1963) lo stesso anno in cui tenne uno dei suoi concerti più memorabili, all'Olympia di Parigi, in cui interpretò la leggendaria Marlene Dietrich. Nel 1968 Warwick ricevette il suo primo Grammy e fu la prima afro-americana della sua generazione a vincere il premio come Migliore Voce Femminile Contemporanea. La canzone che ebbe il merito di farle conferire questo onore fu 'Do You Know the Way to San Jose?' (scritta da Burt Bacharach) contenuta nel disco The Valley of The Dolls (1969). Gli anni '70 si articolano su 12 album, tutti registrati con i più rinomati produttori tra cui Thom Bell. Nel 1970 Dianne riceve un secondo Grammy ottenuto con il disco I’ll Never Fall in Love Again, anche questo contenente varie composizioni di Burt. Tre anni dopo, l'artista americana iniziò il tour A Man and a Woman, una collaborazione con Isaac Hayes che ebbe successo in tutto il mondo. Nel 1976, Dionne si diplomò come maestra di musica nella Facoltà Hartt. Fu in quest'anno che ebbe il suo primo disco di platino, con il disco Dionne, che contiene registrazioni come l'ottima 'Déjà Vu'. Nella terza "fase", gli anni '80, Warwick lanciò otto dischi. Il distacco resta per Heartbreaker, coprodotto dai Bee Gees e considerato la prima opera internazionale. Tre anni dopo, nel 1985, Dionne si riunì nuovamente con Bacharach per una composizione. Questa volta il motivo era a sfondo umanitario: i ricavi del disco That’s What Friends Are For, a cui parteciparono artisti di spessore come Steve Wonder ed Elton John, furono infatti destinati alla Fondazione Americana per la Ricerca sull'AIDS. Un altro lavoro importante degli anni 80 che deve essere menzionato è la composizione in collaborazione tra Dionne e Stevie Wonder per il tema del lungometraggio La Donna in Rosso, film classico lanciato nel 1984 e vincitore di vari premi nella categoria. Questo duetto fu anche tra i principali ideatori della canzone 'We Are the World', fondamentale nella lotta per le disuguaglianze. Gli anni 90 sono caratterizzati dai diversi viaggi che Dionne fece con Burt, suo sempre fedele compositore e arrangiatore - qui si apre una parentesi importante per dire che Dionne non sarebbe Dionne senza Burt Bacharach e viceversa. Tra le presentazioni, quella che merita più di tutte di essere sottolineata è l'esecuzione alla National Symphony With The Divas, a Tokio, a fianco della Compagnia Nazionale dell'Opera del Giappone. Si! Warwick ha già firmato persino la musica classica. Gli stessi anni '90 segnano il suo avvicinamento al Brasile, paese per cui Dionne ha un amore dichiarato. Non è un caso che lei stessa abbia progettato la casa che ha ancora oggi a Rio de Janeiro. Musicalmente, questa città fu omaggiata dalla cantante nell'album Aquarela do Brasil (1995), acclamato dalla critica internazionale.
Quello che si può ancora augurare oggi alla "fabbricante di successi" chiamata Dionne Warwick è di avere ancora tanti decenni di carriera splendente.
Di João Marcos Prado